Disabilità: un dono per insegnare e imparare ogni giorno.
Mi presento: sono Giada, ho 23 anni, studio psicologia e ho la tetraparesi spastica dalla nascita per mancanza di ossigeno. Amo molto raccontare di me, amo parlare con i giovani di tutto ciò che la carrozza mi ha donato, di quanto mi ha permesso di crescere e di maturare. Amo definire la carrozza come un mezzo che permette il viaggio nella vita, guidati da compagni di avventura: questo mezzo di trasporto è quindi da valorizzare al 100%!!! Io infatti ruoteggio a testa alta, sono fiera di essere me stessa con i miei pregi, i miei difetti, le mie possibilità, i miei limiti.
Comunemente si definisce disabile, chi ha un handicap fisico, psichico o sensoriale. Etimologicamente questo termine significa non abile; se riflettiamo, ognuno di noi quindi è disabile in un determinato ambito (chi in storia, chi in matematica, chi in italiano, chi in danza, chi nello sport, ecc). Sì, perché ogni persona, volente o nolente, possiede limiti e risorse, e con questi si confronta ogni giorno della sua vita. Tutto ciò che siamo ci permette di essere unici speciali ed irripetibili. Basta essere pronti ad accoglierlo, tentando di ricavarne sempre il massimo e da ogni esperienza saper trarre ciò che di positivo ci dona.
Credo che ogni evento della vita accada allo scopo di rendere gli esseri umani uomini veri. Sì, ognuno avanza verso il destino cosi com’è…. Camminando o ruoteggiando non importa… sia in un modo, sia nell’altro la strada si percorre ugualmente….e non con meno entusiasmo. Anzi, se sei seduto hai necessariamente un compagno al quale affidi la guida e, si sa, essere guidati implica compagnia, condivisione, amicizia.
Da quanto finora raccontato, credo sia esplicito il mio modo di pensarla su questo tema sul quale purtroppo si dibatte poco (non ho ancora ben chiaro il motivo di questo fatto), pur essendo consapevole dell’esistenza di differenti teorie a riguardo: le più gettonate sembrano essere “è un argomento delicato”, “è necessaria una certa preparazione”, “non mi riguarda” oppure “tanto anche parlandone non cambierà nulla”… Personalmente, ritengo la disabilità un argomento naturale, uno come gli altri… Semplicemente credo che ogni essere umano abbia una storia di vita propria, che è molto importante narrare: è occasione di arricchimento per tutti, quindi non bisogna temere di mostrare ciò che siamo, ciò che ci contraddistingue da altri individui. La diversità è prerogativa dell’intera umanità, non vi è nel mondo un solo uomo uguale ad un altro fortunatamente…. Che monotono sarebbe il mondo! Non sono solo parole le mie: si può notare tutti i giorni passeggiando per le strade di qualunque città il fatto che tutti, ma davvero tutti siamo diversi… le differenze individuali sono riscontrabili ad esempio, nel modo di vestire, di pensare, di concepire la vita… tutti possiedono anche differenze fisiche (colore degli occhi o dei capelli) e psicologiche( tratti caratteriali, ecc). Insomma, direi… il mondo è bello perché è vario! In sostanza, concepisco l’handicap ( sia esso fisico, psichico o sensoriale) come una delle molteplici diversità esistenti in natura. Sostengo che la normalità consista davvero nella diversità ( anche questa affermazione è empiricamente dimostrabile): se non fosse così saremmo tutti pateticamente clonati.
Perché avere paura delle ruote allora? Per mia fortuna conosco molte persone prive di questo insensato timore, persone che mi chiamano per nome e non mi etichettano inutilmente, persone che condividono con me la sedia, persone con cui semplicemente guardo in faccia la vita, persone che non mi compatiscono (anche perché non ne hanno motivo), ma non tutti si comportano come i compagni di avventura che ho conosciuto io… purtroppo…. E allora, il mio primo obbiettivo è affrontare i discorsi. Sì, perché ciò che non si conosce può ragionevolmente spaventare, e ciò è naturale. Purtroppo esistono ancora troppe persone che non conoscono la disabilità e quindi ne sono lontane. Ovvio, ciò che non si conosce non si comprende e sta a noi disabili raccontarci; la parola è forse il mezzo + efficace per eliminare i numerosi stereotipi che causano poi il pregiudizio, cioè un giudizio a priori. Senza nemmeno conoscerti ti giudico…. in base a cosa? Beh, in base agli stereotipi che il mondo ha creato intorno a te…. Questo è il conformismo: Già, ed è di moda! Ha senso il conformismo? Ha senso essere dei pecoroni non pensanti che seguono soltanto la massa? Gli stereotipi ci saranno finché non verranno modificati da azioni concrete.
Un disabile non esce…se non ha amici. Un disabile non può avere una storia con un normodotato….se questo non si convince del fatto che il cuore sia l’unica parte del corpo completamente autonoma per tutti. Un disabile non beve e non fuma….se gli altri sono convinti (senza plausibili motivi peraltro) che non possa farlo. Un disabile non entra dove ci sono scalini… se qualcuno non funge da ascensore umano.
Sono fermamente convinta che i limiti reali siano nella mente e che il vero handicap che crea irreversibili impedimenti sia l’ignoranza. La società moderna negli ultimi anni si è dimostrata attenta a inventare inutili neologismi: diversamente abile, diversabile, ecc. Ecco… li odio… tutti termini politicamente corretti ( nessuno ha il potere di stabilire ciò che è adeguato o meno alle situazioni). Cavoli, invece di tanti problemi su come chiamare le persone( tutti alla nascita abbiamo ricevuto un nome proprio, finalizzato ad individuare in modo chiaro e preciso l’identità), perché non agiamo con azioni concrete, ad esempio eliminando le barriere architettoniche (la legge che lo prevede risale al 1986 e nel 2009 ancora non è rispettata!!!) e psicologiche (guardando la persona seduta dritta negli occhi?). La carrozza è una parte ineliminabile di noi, sicuramente ha un ruolo nella formazione della personalità che si struttura in modo più o meno forte a seconda dei casi (io affermo sempre che non sarei Giada senza la mia Gina, la mia carrozzina…è uno dei molti aspetti di me, esattamente come il colore degli occhi), ma non è tutto! C’è dell’altro: sentimenti, pensieri, ideali, ecc., tutti da scoprire. Se ci si ferma solo alle ruote si perde molto!
Altra assurdità: i disabili sono tutti speciali. Non si può generalizzare: siamo persone e come tali possiamo risultare a qualcuno simpatiche ad altri meno…Non c’è nulla di male! Solo che la gente pensa: “Già è sfortunato… almeno diciamogli che è speciale”.
Ma avete mai pensato ai vantaggi della disabilita?
1. chiedere aiuto per spingere è un modo per attaccar bottone;
2. se sei strabica come me e lo guardi potrai sempre negare…;
3. farsi portare in braccio nelle scale è tutta tattica;
4. a volte una carrozza per due può bastare…
5. se vai in un luogo affollato non avrai mai il problema di non trovar posto a sedere: ti sei organizzato in anticipo e la sedia ce l’hai!
6. se bevi non è evidente….non vai storto…
Grazie alla vita che mi insegna a sorridere e ai miei compagni di avventura che mi affiancano nella mia incurabile pazzia!
Giada…una disabile felicissima.
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