lunedì 8 giugno 2009

teatro integrato in valle d'aosta




Edizione 2009

Dati del referente del progetto

Nome Cognome ALLERA Longo Mariuccia
Ente di appartenenza Assessorato Politiche Sociali del Comune di Montjovet
Associazione “I monelli dell'arte”
Indirizzo: Viale IV novembre 30
CAP e Città : 11027 Saint Vincent (A0)
Telefono 0166511404
e mail : arallera@tiscali.it

Titolo del progetto: LABORATORIO TEATRALE INTEGRATO

Soggetti che realizzano il progetto
Il progetto “Laboratorio Teatrale Integrato” attualmente è realizzato dall'Associazione senza fini di lucro”I monelli dell'arte”,.
L'Associazione è stata costituita il 26 marzo 2009 e non è ancora stata registrata all'Agenzia delle Entrate.
Indirizzo: Frazione Le Fiusey, .n.17 tel. 3292103143

L'Associazione “I monelli dell'arte“si è costituita il 26 marzo 2009, ma è il risultato del progetto di un Laboratorio teatrale integrato promosso e finanziato dall'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Montjovet e gestito da educatori volontari, che ha iniziato la sua attività nell'ottobre del 2006 e l'ha proseguita negli anni successivi fino alla primavera 2009. L'Associazione quindi testimonia il consolidamento dell'esperienza sul territorio e la fedeltà e convinzione dei volontari coinvolti.

Tempi e spazi
L'organizzazione del Laboratorio Teatrale è analoga a quella dell'attività scolastica, si articola su due anni dall'autunno dell'anno precedente alla primavera dell'anno successivo, cioè :
autunno 2006-primavera 2007 (1° anno)
autunno2007-primavera 2008 (2° anno)
autunno 2008-primavera 2009 (3° anno)
Gli incontri sono previsti ogni venerdì dalle ore 17.30 alle ore 19.30 presso una sala della scuola elementare di Montjovet Capoluogo, che è stata attrezzata anche per ospitare piccoli spettacoli.
Gli educatori saltuariamente si trovano alla sera per programmare o verificare le attività

Il Progetto del Laboratorio teatrale Integrato

Finalità
Le finalità dell'Associazione, che è senza fini di lucro, comprendono ed ampliano quelle iniziali del progetto del Laboratorio Teatrale Integrato, attingendo all'esperienza precedente.
Per perseguire gli scopi sociali, l’Associazione si propone di :
– avere attenzione verso situazioni di bisogno presenti sul territorio;
– educare i giovani alla solidarietà sociale;
– favorire l’integrazione sociale di ragazzi diversamente abili con ragazzi coetanei, all'interno
di un laboratorio teatrale integrato;
– stabilire rapporti personali capaci di educare e far crescere i cittadini in situazioni di
particolare disagio soggettivo e sociale, utilizzando la situazione teatrale come palestra di vita;
– stimolare le capacità comunicative interpersonali ed espressive attraverso l’attivazione di tutti i canali sensoriali, anche residui e attraverso la pratica del linguaggio teatrale inteso come la sintesi di diversi linguaggi artistici;
– arricchire le competenze di educatori e operatori scolastici e sociali nell’ambito teatrale riferito a persone diversamente abili, anche organizzando stage di aggiornamento con esperti professionisti;
– promuovere un'attività di ricerca in gruppo rispetto ad abilità espressive (motorie, linguistiche, musicali, artistiche) che potenzino le possibilità comunicative di persone in situazione di disabilità;
– stimolare l'attenzione sulle problematiche legate alla disabilità ed ad altri bisogni sociali attraverso attività di promozione, organizzazione e produzione di eventi culturali ed artistici, nonché di solidarietà.
I destinatari del progetto
Destinatari principali del progetto :sono
ragazzi preadolescenti ed adolescenti diversamente abili interessati all’attività teatrale
ragazzi preadolescenti ed adolescenti interessati all’attività teatrale e sensibili a valori di solidarietà sociale
educatori sociali ed insegnanti

In questi tre anni il Laboratorio Teatrale Integrato di Montjovet ha formato un gruppo affiatato, attualmente di 27 persone, che collaborano stabilmente
Il gruppo è composto da:
6 educatori professionisti (volontari all'interno dell'Associazione)
2 educatori volontari
4 genitori
4 studenti delle scuole superiori della zona
1 studentessa universitaria
10 ragazzi diversamente abili, adolescenti o giovani.
All'atto della costituzione dell'Associazione si sono aggiunte due persone competenti nell'ambito amministrativo-contabile.
Inoltre il gruppo può contare su collaboratori saltuari, esperti in diversi campi artistici e tecnici, che intervengono su esigenze precise.
Infine si è creata una rete di relazioni che travalica i confini del territorio, con persone che seguono l'evolversi del progetto, partecipano alle iniziative aggregative (cene, feste), seguono come spettatori le repliche del nostro spettacolo.
I ragazzi disabili e normodotati sono residenti nel comune di Montjovet o in comuni adiacenti, tranne un caso che proviene da Aosta .

Le attività
Il gruppo si è avvicinato al linguaggio teatrale attraverso tecniche di improvvisazione teatrale proposte dalla regista del gruppo, la Prof.essa Allera Longo Mariuccia che ha una esperienza trentennale nel campo del Teatro in educazione ed è specializzata nell'insegnamento ai ragazzi diversamente abili.
Il percorso di giochi teatrali è confluito in uno spettacolo “Io ero il soldatino , tu la ballerina...” Lo spettacolo è stato replicato quattro volte : a Montjovet per il debutto, ad Aosta per la Festa Regionale del Volontariato, a Saint Vincent all'interno del Carnevale dei piccoli, ma soprattutto .
a Chatillon nel convegno “A teatro per un teatro diverso”(19 marzo 2008).
Il convegno, progettato dall'Associazione, è stato un evento importante che ha messo in sinergia parecchi Enti:Lyons Club Cervino, Università della Valle d’Aosta, Comune di Saint Vincent, Comune di Montjovet, Biblioteca di Saint Vincent, Comunità Montana Monte Cervino,ed ha ottenuto il patrocinio degli Assessorati alla Istruzione e Cultura e alla Sanità, Salute e Poliche Sociali della Regione Valle d’Aosta

L'attività è stata apprezzata e la competenza acquisita è stata esportata.
Infatti alcuni nostri educatori, su richiesta diretta, hanno gestito corsi di teatro integrato in scuole materne, elementari e medie della zona e anche in alcuni CEA e Cooperative Sociali.
La Professa Allera, in collaborazione con lo scenografo, il Professor Pernet Elvis, tiene da tre anni un Laboratorio Teatrale ( Teatro in scuola) presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università della Valle d'Aosta.
Dall'autunno 2008 il gruppo collabora ad Aosta con l'Associazione Girotondo: è stato proposto un corso teatrale integrato che coinvolge giovani disabili e studenti universitari. L'intento è di stimolare la nascita di un gruppo analogo a quello di Montjovet.

Analisi del contesto socio-territoriale interessato dal progetto

Il progetto si rivolge ai giovani del Comune di Montjovet e dei centri limitrofi.
Montjovet è un paese della media Valle che verte sul grande centro di Verrès e fa parte della Comunità Montana dell' Evançon. Le sue caratteristiche sono simili a quelle dei paesi del bacino di Verrès. E' un Comune formato da molte piccole frazioni dislocate sulle montagne tutt'intorno, abitate per lo più da famiglie originarie del posto e legate al territorio, frazioni che hanno sofferto nel passato lo spopolamento e che, anche se recentemente sono state ripopolate da nuove famiglie, soffrono però dell' indebolimento del tessuto sociale originario, nei suoi ritmi, le sue relazioni , i suoi valori. Il paese risente anche dell'influenza del centro industriale di Verrès che da sempre richiama molti immigrati per le opportunità di lavoro che offre; in questi ultimi anni questi sono di origine extracomunitaria.
In questo contesto molti giovani vivono conflitti culturali, disorientamento o situazioni di isolamento e sono facile preda delle sirene dell'individualismo e del consumismo
La condizione dei ragazzi diversamente abili è ancora più difficile anche per i pregiudizi che li riguardano. Infatti riescono a trovare un inserimento sociale all'interno del contesto scolastico o in strutture assistenziali o corsi rivolti specificamente a loro, ma nessuno di loro può contare su un gruppo di coetanei con cui trascorrere momenti di svago nel posto in cui vivono. La situazione si aggrava quando i ragazzi disabili concludono il percorso scolastico e si affacciano su un mercato del lavoro provato dalla recessione e comunque esigente rispetto alle prestazioni. Spesso non trovano prospettive di inserimento sociale.
Così i ragazzi diversamente abili hanno come riferimento prevalente i genitori e gli educatori, in un'età in cui il confronto con i pari è essenziale per una equilibrata maturazione sociale.
Il Laboratorio teatrale integrato ha voluto dare una risposta a questi bisogni:
da una parte il bisogno dei ragazzi diversamente abili di avere degli amici nella zona in cui abitano, con cui condividere svaghi ed interessi (il teatro) e da cui essere considerati come persone;
dall'altra il bisogno dei ragazzi “normodotati” del territorio di praticare un loro interesse e trovare nuovi amici, in un luogo in cui i valori di solidarietà, rispetto, ascolto per le persone siano al centro dell'attività, in un ambiente rilassato e divertente.
A questi possiamo aggiungere il bisogno di educatori ed insegnanti di trovare nuove strategie atte a favorire le capacità espressive e comunicative di utenti diversamente abili e a stimolare la loro inclusione nel gruppo di riferimento.

Il Laboratorio Teatrale Integrato ha risposto positivamente a queste esigenze con le attività già descritte, come si può leggere nelle relazioni di verifica allegate.

La nascita della Associazione “I monelli dell'arte”risponde al bisogno di consolidare l'esperienza e di darle una prospettiva di continuazione nel futuro.
La nuova situazione crea una reale e concreta opportunità di interazione tra Enti locali e organizzazioni di volontariato nell'offerta di servizi al territorio.
Inoltre l' Associazione permette di coinvolgere molte più persone del territorio nell'attuazione del progetto di integrazione dei giovani.

In questa fase il gruppo ha espresso dei nuovi bisogni:
- di approfondimento delle competenze espressive e relazionali;
- di rinnovo dei contenuti dell'improvvisazione teatrale (esigenza di produrre un nuovo spettacolo);
- di formazione educativa e didattica (da parte di insegnanti ed educatori);
- di apertura e condivisione con il territorio dei percorsi e prodotti;
- di scambio di esperienze con altre realtà che operano nel teatro integrato in Italia ed all'estero.

Contenuti e metodi

Lo strumento per fissare i contenuti ed i metodi di ogni incontro è un diario di lavoro tenuto dalla regista
Il primo anno di attività è stato dedicato a formare un gruppo affiatato ed a fornire strumenti espressivi di base.
Nel secondo anno di attività è stato allestito lo spettacolo teatrale “Io ero il soldatino e tu la ballerina”
Nel terzo anno di attività lo spettacolo prodotto è stato replicato e contemporaneamente si è cominciato a raccogliere materiali per l'allestimento del nuovo spettacolo teatrale su Alice .

Ogni incontro della durata di due ore consiste in :
· Un momento di accoglienza dei convenuti (con merenda)
· Esercizi di riscaldamento e respirazione
· Sequenze di esercizi e giochi finalizzati ad improvvisazioni in coppia o gruppo
· Saluti finali contenenti suggestioni sulle dinamiche interpersonali e le sensazioni provate
· In caso di necessità ci si riserva un momento di riflessione collettiva su eventuali problemi relazionali

Per l'allestimento di uno spettacolo teatrale la regista e lo scenografo progettano un percorso da proporre agli “attori”. Infatti non si parte da un testo teatrale, ma da un racconto letterario che sembra interessante per le problematiche che suggerisce.
Ma molti ragazzi diversamente abili fanno fatica a capire ed a immaginare situazioni non direttamente riferibili alla loro esperienza diretta ed il ricorso al disegno o all’immagine stampata non è sempre una soluzione. Inoltre costruiscono con fatica sequenze di azioni in astratto e non comprendono i concetti impliciti.
Allora la storia viene divisa in scene e le scene vengono concretizzate in situazioni.
Così “ per finta” essi incontrano situazioni realistiche o fantastiche in cui possono comprendere meglio fatti e avvenimenti, resi concreti da oggetti ed azioni e possono sperimentare relazioni senza grandi rischi. Stimolati dal gioco, possono inoltre esprimere emozioni, riflessioni, opinioni personali e gli educatori - attori possono comunicare con loro in un modo particolarmente efficace.
Il ricorso a tecniche teatrali permette di dare una concretezza alle situazioni proposte pur rimanendo nell’ambito del simbolo.

Utilizzando tecniche di improvvisazione teatrale la regista richiede agli attori di interagire spontaneamente con le situazioni scelte che i ragazzi, vivono direttamente e quindi comprendono meglio.
Inoltre evita di assegnare dei personaggi ed accetta tutte le proposte rendendole funzionali al racconto. Tutti si immergono nella storia e ne diventano parte, assimilandone le azioni ma anche contribuendo a farla rivivere con vissuti personali, spesso molto emozionanti.
Il copione teatrale viene scritto così mano a mano, dopo le improvvisazioni.

Le tecniche teatrali usate provengono dall'esperienza del teatro dei ragazzi, già animazione teatrale, e sono mirate ad esaltare le risorse spontanee di ognuno nell'uso dei diversi canali espressivi: voce, gesto, immagine, musicalità....
Se si cerca di valorizzare le risorse migliori di ognuno e si utilizza la vasta gamma di linguaggi che il teatro offre, è sempre possibile ritagliare ruoli adeguati alle capacità di tutti.
Tanto più gli attori presentano un ritardo cognitivo, tanto più fanno fatica ad interpretare qualcuno diverso da sé, perciò è importante che i personaggi siano cuciti addosso ed inventati in aderenza ad alcune caratteristiche della loro personalità, che essi evidenziano reagendo in modo spontaneo.. E’ inoltre importante valorizzare nel personaggio caratteristiche positive o simpatiche proprie del ragazzo in questione e elaborare situazioni in ogni scena che gli permettano di vivere emozioni costruttive.
Anche in caso di disabilità fisiche, si ricorre alle infinite possibilità offerte dal teatro: è un linguaggio complesso che utilizza con pari dignità linguaggi verbali e non verbali ( espressione corporea, uso di oggetti e costumi, immagini anche virtuali, musiche, suoni, rumori, luci) e in questo ambito i limiti posti dalla disabilità possono diventare una risorsa creativa.

La ripetizione sistematica delle scene inventate dai ragazzi stessi è più semplice e facilita la memorizzazione delle sequenze che di solito, alla fine del percorso, è soddisfacente. Nei casi di maggiore difficoltà è sufficiente che i ragazzi ricordino la situazione e sappiano reagire in modo appropriato agli stimoli dati dagli educatori .

Infatti nell'azione scenica i ragazzi diversamente abili sono sempre sollecitati e sostenuti da un compagno. Il rapporto numerico tra educatori/ ragazzi “normodotati” e ragazzi diversamente abili ci permette di fare lavorare gli attori in coppia. Nel nostro spettacolo i referenti cambiano a seconda delle scene, questo complica un po’ l’organizzazione complessiva, ma, secondo noi, favorisce l’inclusione dei nostri amici che non sono costretti a rapportarsi con un partner fisso ed arricchiscono le loro abilità relazionali. Nel corso di questi tre anni comunque i ragazzi disabili hanno individuato degli educatori di riferimento che li aiutano nei momenti di maggiore insicurezza, ma quando sono tranquilli tendiamo a fare turnare le coppie.

Lo spettacolo prodotto l' anno scorso ha altre caratteristiche originali: tutti gli attori partecipano a tutte le scene che sono corali, non ci sono protagonisti che oscurano gli altri.
Tutti gli attori interpretano personaggi diversi in ogni scena e vengono caratterizzati dai costumi/copricapo che li camuffano.
Questa scelta è un po’ rischiosa per la comprensione da parte del pubblico, ma è stata molto divertente per i partecipanti e ha favorito la coesione del gruppo.

Quindi nei primi mesi di attività vengono raccolte ed organizzate in scene le improvvisazioni e viene precisato il copione Contemporaneamente vengono scelte le musiche e lo scenografo propone o fa realizzare al gruppo gli oggetti di scena e disegna i costumi che le costumiste cuciono. In seguito gli attori cercano di fissare le improvvisazioni e precisare i tempi ed il ritmo dello spettacolo con l’aiuto della regista, stabilendo con precisione i movimenti, i cambi di costume, facendo attenzione a non lasciare mai soli i ragazzi diversamente abili nelle diverse scene.
Ma perché uno spettacolo funzioni, cioè emozioni e catturi gli spettatori, sono indispensabili altri due elementi:
un ritmo adeguato che si ottiene solo provando, nel nostro caso, molte volte, ma per tempi brevi;
una energia forte che traspare quando gli attori sono molto coinvolti nella recitazione.
Quest’ultimo è l’elemento più importante, non è però difficile percepirla con i ragazzi diversamente abili che, se si trovano bene in una situazione e se si divertono, comunicano in un modo disarmante le loro emozioni ed entrano facilmente in empatia con chi li sta ad ascoltare.




Sistema di valutazione del progetto

Per valutare il successo del progetto teniamo conto principalmente dei seguenti criteri:
- il numero degli aderenti allo stesso
- la soddisfazione dei partecipanti rispetto ai contenuti
- l'esito dello spettacolo teatrale

Indicatori di valutazione
Registro delle presenze
Raccolta di riflessioni ed impressioni alla fine di ogni incontro
Riunioni periodiche degli educatori
Riunioni periodiche in cui viene presentato mano a mano l'esito del lavoro ai genitori
Relazioni periodiche di verifica redatte con il contributo dei ragazzi partecipanti
Numero degli spettatori alle repliche dello spettacolo
Gradimento espresso esplicitamente dagli spettatori

Il registro delle presenze testimonia che il gruppo si è ampliato e consolidato con l'andar del tempo: Siamo partiti in 20 ed ora siamo in 27 stabili. Gli avvicendamenti sono stati minimi e i ragazzi diversamente abili,malgrado due rinunce, sono aumentati ( da 7 a 10).
Una difficoltà sta nel fatto che quasi tutti i ragazzi ed i volontari del nostro gruppo hanno molti impegni tra studio, lavoro e corsi vari, per cui è praticamente impossibile pretendere la frequenza completa di tutti . Questo nell'allestimento degli spettacoli comporta un allungamento dei tempi e la necessità di prevedere degli attori con il ruolo di jolly che sostituiscano gli assenti. L'espediente crea un po’ di confusione ma c’è il vantaggio che molti sanno interpretare più parti. In ogni caso nei momenti importanti ( prove generali, repliche) il gruppo è sempre al completo.

Il risultato che ci sembra più significativo si può riassumere con le parole di un ragazzo all'inizio del secondo anno : “ L’anno scorso i ragazzi diversamente abili mi facevano un po’ impressione, adesso non sento più la differenza”.
Infatti si sono creati dei legami affettivi ed i ragazzi “normodotati” si sentono coinvolti dalla capacità di esprimere affetto dei loro amici.
Inoltre i genitori dicono che vengono volentieri, alcuni sono proprio impazienti che arrivi il venerdì.
Dalle relazioni emergono altri dati:
l'esperienza ha ben evidenziato le potenzialità di ogni componente del gruppo e ha dato ad ognuno la consapevolezza di possedere strumenti espressivi e capacità inventive in una percezione di parità;
essa ha stimolato la conoscenza di sé e della propria personalità provocando un aumento generale di autostima;
inoltre ha generato una ricaduta nelle capacità di relazione interpersonale di tutti i componenti, soprattutto dei nostri ragazzi diversamente abili che, come sappiamo, per motivi fisici o cognitivi, non sempre riescono a comunicare in modo adeguato

Lo spettacolo è stato replicato quattro volte ed offerto anche a classi delle scuole elementari e medie. Ogni volta il pubblico, sempre numeroso, lo ha accolto con grande commozione ed entusiasmo. Questo esito ha aumentato l'autostima e la determinazione di tutti.

Le occasioni di riflessione sul senso della nostra esperienza non mancano.
Una studentessa del liceo sociale ha portato alla maturità nell'anno scolastico 2007/2008 una tesina sul tema del rapporto tra arte e disabilità
Una studentessa di scienze della formazione sta preparando una tesi sullo stesso tema.


Progetti per il futuro

Finalità
Nel prossimo futuro ( anni 2009/2010) si intende rispondere in parte ai nuovi bisogni del gruppo che fa riferimento all'Associazione “I monelli dell'arte”.
- Al bisogno di rinnovo dei contenuti: ”I monelli..”stanno preparando un nuovo spettacolo sul tema del passaggio tra l'età infantile e l'età adulta a partire dalle suggestioni date dai libri di Lewis Carroll “Alice nel paese delle meraviglie”e “Alice allo specchio”.
- Al bisogno di formazione . Abbiamo pensato a degli stages di formazione gestiti da esperti, completati da spettacoli teatrali
In particolare si prevede:
nell'autunno 2009 uno Stage di ARTE TERAPIA gestito dalla D.ssa Miranda Fanny seguito dallo spettacolo teatrale “Valise de je(ux)”
nella primavera 2010 uno stage “PROPEDEUTICA TEATRALE” condotto della compagnia Teatro Instabile di Aosta seguito dallo spettacolo “Mimondi”

Lo spettacolo “Alice...”
L'allestimento dello spettacolo a partire dai testi di Lewis Carrol è già iniziato nella primavera 2009. Prevede una metodologia simile a quella descritta per “Il soldatino....”.
Il comune di Montjovet è intervenuto con un contributo per la scenografia.

Stages
Il gruppo si propone di ricercare nuove risorse, meno evidenti, all'interno delle possibilità inventive e comunicative espresse finora ..
Per questo sente l'esigenza di confrontarsi con nuove tecniche, proposte da professionisti del teatro, che possono indicare percorsi che saranno filtrati dagli educatori teatrali ed adattati alle esigenze ed alle possibilità dei ragazzi.
Gli stages sono rivolti in particolare a tutti i partecipanti al laboratorio teatrale di Montjovet, ma soprattutto agli educatori od ai futuri educatori.
Gli stages, in caso di posti vacanti, saranno aperti anche a educatori sociali o ad insegnanti o a studenti della facoltà di scienze dell'educazione e formazione interessati al nostro percorso di ricerca.
Gli spettacoli, in orario serale, sono indirizzati agli stagisti, ma anche ai componenti del laboratorio teatrale che non hanno potuto partecipare al corso, a tutta la popolazione del territorio ed a quanti sono interessati al teatro sociale.
Di fatto gli spettacoli diventano un momento di ulteriore formazione perché presentano l'esito del lavoro dei professionisti con cui si è condiviso un percorso artistico, professionisti che esprimono al meglio le potenzialità del suddetto percorso.
Inoltre è un momento di apertura al territorio e condivisione degli argomenti trattati nello stage.

Abbiamo deciso di appoggiarci in prevalenza ad esperti valdostani perché ci sembra importante valorizzare le competenze locali e garantirci eventualmente una continuità nella collaborazione.
Gli esperti hanno competenze diverse, ma coerenti con la nostra poetica: metodo dell'improvvisazione teatrale, coralità della recitazione e valorizzazione dei più timidi o deboli. Pensiamo che ci possano fornire strumenti che completino la nostra formazione:

In particolare la dottoressa Miranda Fanny Fey, di origine valdostana, è un' arte terapeuta diplomata in animazione socio-culturale e laureata in studi teatrali all' Università Michel de Montagne - Bordeaux III – France; si occupa di relazioni tra arte e terapia e arte ed espressione, in situazione di sofferenza e disagio.
Ci aiuterà ad approfondire percorsi rispetto alla relazione interpersonale nell'attività teatrale, la scoperta e l'uso del corpo e della voce, l'utilizzo dei mediatori artistici per prendere coscienza delle proprie capacità e contribuire alla creazione di un progetto artistico.

Il Teatro Instabile di Aosta è una giovane compagnia che allestisce spettacoli di teatro gestuale. E' diretta da Marco Chenevier ed ha sede a Villeneuve ed a Roma. I componenti vantano una solida preparazione alla scuola di Jacques Lecop ed esperienza di laboratori con le classi e i ragazzi diversamente abili.
Gli argomenti trattati saranno: il linguaggio dei gesti, il coro teatrale, lo spettacolo come partitura ritmica.

Il progetto di formazione è stato inoltrato all'Assessorato alla Sanità, Salute e Politiche Sociali e la sua realizzazione dipende dall'eventuale erogazione di un finanziamento regionale.




Firma del referente del progetto

Mariuccia Allera Longo









Montjovet ,lì 10 aprile 2009

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