lunedì 8 giugno 2009

"IO bello da guardare...( di Myriam altamore)

In una qualunque giornata d'autunno vieni al mondo. E quasi ancora prima di nascere ti ritrovi a dover lottare fra la vita e la morte...la sorte è avara, si è fermata alle porte quando sei nato ma tu non te la prendi con lei, anche se non tutto è andato come doveva. Segno indelebile sul tuo corpo, una vita sulle "rotelle". Tante cose ti mancano, il non poter sentire la sabbia sotto ai tuoi piedi, il non poter sfiorare l'erba e provare un poco di solletico... eppure tu sei lì in mezzo a tanti con il sorriso sulle labbra. Tanti ti lanciano occhiate infinite ed insistenti e tu un poco hai paura, vorresti vivere una vita mezza nascosta. Non vergognarti delle tue difficoltà perché sono semplicemente più evidenti di quelle di una persona normale ma alla fine la differenza dov'è? Tu almeno non ti nascondi dietro a bugie o dietro ad uno specchio ma hai il coraggio di mostrarti così come sei ... te stesso. Ritieniti " fortunato" anche se comprenderlo ora è difficile, ma ritieniti fortunato di essere nato così perché dio ti ha fatto un grande dono, la possibilità di capire chi soffre come te, la possibilità di apprezzare cose che magari se fossi stato normale non avresti nemmeno notato. Tua mamma, quando passeggiate per strada ti ripete sempre "ti guardano perché sei bello”. Più tardi crescerai e capirai che ti guardano perché ti reputano diverso, anche se l'idea che ti guardassero perché eri bello ti aveva sempre fatto sorridere. Adesso devi farti forza e spazio in un mondo traumatizzato dall'esistenza di una persona disabile... la vita è una lotta continua, la tua “seconda nascita” sarà la più difficile. Infatti qualche tempo dopo…

Stiamo facendo un giro in Duomo con i volontari. Io spingo da solo la mia sedia a rotelle. Ho portato quella manuale perché quella elettrica aveva la batteria quasi scarica , sapete mi è già successo che si scaricasse mentre ero in giro con l’associazione e non è il massimo. Ho sempre e comunque una gran paura di rimanere indietro ma poter spingere da solo la carrozzina per me è importante. Gli altri miei compagni si fanno spingere perché da soli non riescono. Ammiro il Duomo , che bello. Oggi è sabato e in centro è pieno di gente. Questa cosa mi fa paura. Infatti ecco che passiamo vicino a una signora e mi fissa … non mi piace quando mi fissano così. Chissà cosa pensa , oddio mi sto agitando ! Devo stare calmo , no no no non ci riesco. Quella continua a guardarmi , vorrei poter credere che è solo perché ho qualcosa fuori posto ma non è così , fissa le mie gambe piccole e rattrappite. Ma cosa starà pensando? Poverino non può camminare oppure starà pensando mamma mia come è ridotto? Beh nessuna delle due idee mi piace, vorrei che non pensasse proprio. Oddio basta dai vattene !! No quella resta qui a guardarmi , merda ! Non posso nemmeno parlare non ci riesco, la mia bocca non coordina i movimenti. Se cominciassi a dirle una cosa del tipo “ Scusi perché mi fissa ? “ i suoni che uscirebbero sarebbero solo una serie di “ Sssssss “ sconnesse , quindi lascio perdere. Io sono nato così , non è colpa mia. Sono affetto da tetra paresi spastica. È come se , per me il mio corpo terminasse all’altezza delle anche. Poi ? Non lo so cosa c’è dopo. Non sento nulla. Vedo delle gambe ma non posso dire che siano le mie perché non le sento. Eppure sono attaccate al mio corpo, già ma non mi servono proprio a nulla se non ad attirare l’attenzione della gente. Forse se mi mettessero in mostra in un Museo diventerei ricco. La gente passerebbe si fermerebbe a guardarmi con molto interesse e io mi guadagnerei da vivere.
Torniamo alla realtà … stiamo passeggiando…. O nooooo ! Lo sapevo. Ecco mi sono incastrato con le ruote posteriori in un tombino !! E ora ? Si accorgeranno che non sono più con loro vero ? Io non posso chiedere aiuto , la mia bocca non mi ascolta. Muovo le mani sperando che uno dei volontari si giri ma … nulla ! Dopo cinque minuti , finalmente una ragazza volontaria torna indietro e mi aiuta , sono salvo, si salvo almeno per questa volta.
Ooops un altro problema , mi scappa la pipì. No, non posso adesso. Non posso costringerli a fermarsi per me e accompagnarmi in bagno. Resisterò pazienza. Dopo un’oretta di passeggiata in centro , ci fermiamo in un bar a fare merenda. Tutti si divertono. Io no , sono stanco e depresso. Quella signora che mi fissava mi ha buttato giù di morale. Vorrei poter gridarlo al mondo quello che sento dentro , poter dire alla gente che dentro questo corpo malato c’è un bel ragazzo che avrebbe tante cose da dire, che vorrebbe parlare ma non ci riesce perché l’involucro della mia anima è difettoso ma l’anima lei ragiona benissimo. Sono solo bello da guardare? No forse nemmeno quello.
Luca si avvicina e mi chiede cosa voglio da bere rispondo che voglio una coca cola ma lui con la sua faccia da pesce lesso dice :
“ Eh ??? Non capisco , dillo meglio per favore. “
Io ripeto “ Coca- cola “ ma scommetto che non ha capito. Infatti non ha capito. Io ho detto coca- cola sono convinto di averlo detto giusto ma sicuramente a lui sarà arrivato questo suono “ Ccccc “ però potrebbe anche arrivarci da solo no? Glielo ripeto ancora , mi sforzo di pronunciarlo giusto “ COCA-COLA “ forse ha capito … macchè con la sua faccia da ebete mi dice “ No non ho capito , mi dispiace , chiamiamo un altro volontario , io non capisco sono un po’ stupido ! ”
…Si si certo , ma dillo che sono io che sono handicappato e non riesco ad esprimermi invece di darti dello stupido tanto so che non lo pensi che lo fai solo per non farmi stare male. Che balla enorme. Sono io che non so farmi capire da voi è inutile che cercate di rimediare dicendo che siete voi che non capite.. Sono io , io solo con me stesso. Finché i pensieri sono dentro di me sono nitidi chiari ma appena cerco di portarli fuori attraverso il mio corpo si trasformano in movimenti senza senso e suoni simili a quelli di un bimbo di un anno. E allora si sono proprio solo. Solo io mi capisco.
Intanto mi sto arrabbiando , prendo un tovagliolo e una penna e scrivo COCA COLA. Ora ha capito. Bene anche questa volta non morirò di sete. E ora ? Stessa storia per mangiare qualche cosa? Lasciamo perdere, non mangio. Troppo difficile spiegare cosa voglio. Vorrei un cornetto. Come faccio? Rinuncio dai. Mangerò a casa. La mamma mi avrà senz’altro preparato una bella merenda. Ora si riparte.
O cavoli io devo fare la pipì. Un incubo. Come faccio a chiedere ? Agito le mani. Alessia mi vede. Si avvicina le dico “ p-i-p-ì “ … ha capito. Finalmente qualcuno ha capito. Mi portano. Dopo 15 minuti ho finito. Gli altri ragazzi disabili sono innervositi perché ho rallentato la partenza. Sempre colpa mia. La prossima volta non vengo così non sarò un peso per gli altri. Torniamo alle macchine. Mi caricano nel furgone. Quanti mi avranno fissato in questo tragitto? Mi sforzo di pensare che lo fanno perché sono bello … una balla più grossa non potevo raccontarmela ! No lo fanno perché sono HANDICAPPATO e loro sono normali. Io sono handicappato e loro sono normali … io sono handicappato e loro sono normali … ripeto queste cose tra me e me. Io sono handicappato e loro sono normali , io sono handicappato e loro sono normali … normali … normali … mi addormento.

Nessun commento:

Posta un commento